Genova diventa "città circolare" e vince il progetto Force
La città si appresta a varare gli Stati Generali dell’Economia Circolare durante Genova Smart Week e intanto si aggiudica il progetto europeo FORCE, finanziato dal programma Horizon 2020

Quattro grandi città e altri 18 partner pubblici e privati.
Un budget complessivo di oltre 9 milioni di euro.
A Genova oltre due milioni per la gestione integrata dei rifiuti legnosi.


Genova punta sull’economia circolare: nella prossima Genova Smart Week la città darà il via agli Stati Generali dell’Economia Circolare per ‘riprogettarsi’ in modo circolare, vale a dire per impegnarsi in una gestione più sostenibile delle risorse, nel riuso e nel riciclo e nella condivisione di beni e servizi.

La giornata dedicata all’economia circolare sarà giovedì 26 maggio, quando arriveranno a Genova i rappresentanti delle città di Bruxelles, Parigi e Lisbona già attive da tempo con politiche e pratiche comunali per un’economia più attenta all’ambiente e capace di creare opportunità nuove per i territori.

Il segnale che la città sta investendo sull’economia circolare come tema portante della Smart City è dato dal fatto che, negli ultimi mesi, Genova ha partecipato a diverse “call” europee su questo tema, aggiudicandosi il progetto FORCE nell’ambito del programma Horizon 2020 che porta alla città 2,2 milioni di euro degli oltre 9 assegnati alla partnership che la vede coinvolta insieme alle città di Copenhagen (capofila), Amburgo e Lisbona.
I partner europei complessivi del progetto FORCE sono 22, di cui 5 quelli genovesi: Comune di Genova, Amiu, Ticass, Ecolegno e Active Cells.

Il progetto, che ha superato la selezione in due stadi alla quale inizialmente hanno partecipato 97 proposte (4 i progetti poi finanziati tra cui FORCE), partirà a settembre, al termine della negoziazione con la UE attualmente in corso, e durerà 4 anni.

In particolare, Genova dovrà sviluppare la filiera dei rifiuti legnosi per riprogettarla in modo sostenibile e mettere in campo iniziative pilota anche sulle filiere di rifiuto in capo agli altri partner europei: la plastica, i RAEE (rifiuti elettrici e elettronici) e la frazione umida.

Pallet, mobili, cassette, scarti di legno di ogni genere, ma anche sfalci da parchi e giardini urbani, legname spiaggiato e raccolto nei rivi cittadini: tutti questi rifiuti dovranno essere individuati, raccolti in modo puntuale, vagliati e avviati al recupero come nuova risorsa per il processo industriale o, quando possibile, essere riutilizzati, come nel caso dei mobili.

“E’ una grande occasione per Genova – commenta l’assessore all’Ambiente Italo Porcile –il recupero come risorsa deve diventare il modo naturale di pensare all’ambiente che ci circonda, e poter diventare una ricchezza alla cui produzione possiamo partecipare tutti.
Per questo è fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati del territorio, secondo una logica di sostenibilità ambientale e economica, puntando sull’eco-innovazione con sperimentazioni tecniche e di ricerca avanzata”.

“Genova deve cominciare a pensarsi come un ecosistema in cui ogni spreco diventa nuova risorsa e dove i beni e i servizi possono essere condivisi. Per fare questo dobbiamo lavorare tutti insieme ritrovando un senso di collettività e puntando su pratiche inclusive, sostenibili ma anche economiche se vogliamo che questo nostro ripensarci produca nuove imprese e nuova occupazione” commenta Marco Castagna, presidente di Amiu che insieme al Comune promuove LiguriaCircular, il forum dell’economia circolare che sarà la piattaforma di lavoro degli Stati Generali dell’Economia Circolare di Genova.

L’attività del progetto FORCE a Genova

Genova si occuperà, in particolare, della filiera dei rifiuti legnosi.

La scelta di tale filiera è stata indicata da Amiu tenendo conto delle specificità del territorio ligure che detiene il record nazionale per copertura boscosa: circa l’80% del territorio è coperto da boschi, con un significativo impatto dal punto di vista di tenuta dei versanti e quindi di rischio idrogeologico e alluvionale.

Una parte delle attività di FORCE a livello di territorio si occuperà quindi di affrontare il tema dello stato del boschi che incombono sulla città e del loro apporto nei rivi che scendono verso il mare.

Il tema del legno riguarda anche le spiagge. Dove si pone il problema della selezione dei rifiuti spiaggiati, per poter avviare la parte legnosa a recupero e gli altri rifiuti alle rispettive filiere.

Infine, il progetto riguarderà anche il legno dello sfalcio di giardini e parchi comunali e il rifiuto prodotto da imprese e cittadini.

A Genova nel 2015 sono state raccolte oltre 15.000 tonnellate di legno quale rifiuto urbano di cui: oltre 3.000 da parchi e giardini pubblici, oltre 8.000 tonnellate attraverso Amiu con l’Ecovan, la raccolta porta a porta di mobilio e la raccolta presso imprese di vario genere (di costruzioni, produttori di infissi etc.) e oltre 4.000 da attività industriali (quali Ilva, Fincantieri etc.), artigianali e commerciali.

In particolare l’attività di FORCE si concentrerà sul Municipio Ponente in quanto presenta tutte le caratteristiche previste dal progetto, avendo boschi retrostanti e spiagge oltre che legno da rifiuto urbano.

Il progetto FORCE

L'obiettivo generale del progetto FORCE è di ridurre al minimo la dispersione di risorse dall'economia lineare e rimetterle nel ciclo, secondo una logica di economia circolare, sviluppando soluzioni eco-innovative e partecipative su quattro flussi di materiali.
Ciò permetterà di far rientrare nel processo economico risorse che possono diventare nuovi prodotti o materie prime da inserire nuovamente nel ciclo tecnologico e anche in quello biologico.

Elemento critico del progetto sarà il processo di partecipazione di tutti gli attori pubblici e privati coinvolti su ciascuna filiera e l’individuazione di una ‘catena del valore’ che possa rendere le attività sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale e economico, attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti e mercati.

Le città interessate sono 4 e ciascuna ha in capo una filiera principale – Copenhagen (capofila del progetto) si occupa della plastica, Amburgo dei rifiuti elettrici ed elettronici, Genova del legno e Lisbona dei rifiuti organici.
Ogni città svilupperà la sua filiera principale nel suo contesto locale insieme ad un partenariato di territorio.
Per Genova sono coinvolti Amiu, il polo tecnologico Ticass e le imprese Ecolegno e Active Cells.

Ciascuna città dovrà poi sviluppare anche attività pilota sulle altre quattro filiere.


In termini generali il progetto si propone di:

• ridurre lo spreco di risorse, migliorando l’efficacia attraverso la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo;

• individuare nuovi mercati, che siano reali e praticabili, per materiali riciclati attra-verso la creazione di sistemi di raccolta e di reinserimento nel processo produttivo di prodotti e materiali, nonché attraverso studi tecnici per nuovi prodotti, con ciò contribuendo alla leadership europea in tema di ricerca e innovazione;

• ideare nuove soluzioni che diventino buone pratiche adottabili da altri paesi eu-ropei;

• creare nuova occupazione e nuove imprese legate al ridisegno, in chiave circo-lare,  dell’economia.

FORCE durerà quattro anni.

Al momento è in corso la negoziazione con la Commissione e l’avvio effettivo delle attività è previsto per settembre.

Ha un budget complessivo di oltre 9 milioni di euro, di cui oltre 2 per le attività di Genova sulla filiera del legno e per la comunicazione di tutto il progetto a livello europeo.

Il progetto è stato finanziato nell’ambito della ‘call’ del programma Horizon “Waste 6a - a resource to recycle, reuse and recover raw materials - Eco-innovative solutions” e ha passato la prima selezione – alla quale hanno partecipato 97 progetti – e poi a seconda, per la quale erano rimasti in gara 19 progetti.

E’ uno 4 progetti finanziati nell’ambito della call.
data: 
20/05/2016
Ultimo aggiornamento: 20/05/2016
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