Le mostre del museo Chiossone inserite nelle celebrazioni ufficiali del 150° anniversario delle relazioni Giappone-Italia
Il Museo d’Arte Orientale ‘Edoardo Chiossone’ di Genova e le sue mostre sono stati inclusi nelle celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario delle relazioni Giappone-Italia.
Questo importante riconoscimento conferma il ruolo d’eccellenza culturale internazionale ricoperto dal museo genovese. La straordinaria collezione d’arte giapponese, conserrvata nel museo sito nel parco civico di Villetta Dinegro, fu donata alla città dal raffinato disegnatore e incisore genovese Edoardo Chiossone, invitato dal governo giapponese nel 1875 a lavorare presso l’Officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze di Tokyo, con l’incarico di disegnare le banconote e le carte valori al tempo della modernizzazione del Giappone e dell’apertura delle sue relazioni commerciali e diplomatiche col resto del mondo.

Queste le mostre che sono state scelte:

TABEMONO NO BI: bellezza gusto immagine della tavola giapponese, fino all’11 settembre 2016
La mostra esplora i significati culturali e visivi del cibo in Giappone in epoca proto-moderna e moderna, così come sono rappresentati nelle opere d’arte e d’illustrazione: vale a dire, nelle immagini che documentano i mestieri culinari e le produzioni alimentari, che raffigurano i frutti, gli ortaggi e i raccolti, oltre che nel vasellame artistico destinato a contenere, imbandire, offrire e servire i pasti e le bevande. Ordinata in sette sezioni, la mostra comprende 150 opere appartenenti alle collezioni del Museo Chiossone, tra cui dipinti, stampe policrome, lacche, porcellane e bronzi.

HAIKU: Pitture astratte di Roberto Demarchi, fino al 10 luglio 2016
Curata dal direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e già ospitata nel 2014 nella nuova sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, la mostra comprende diciassette dipinti su tavola di Roberto Demarchi, che interpreta altrettante poesie haiku di autori giapponesi dei secoli XVII-XIX.

EDO TIMELESS: c’era una volta Edo, 15 settembre 2016 - 17 marzo 2017
La mostra propone un interessante confronto iconografico tra fotografie scattate da Mino Di Vita nel 2013-2014 in vari quartieri di Tokyo e altrettante fotografie storiche all’albumina prodotte da celebri fotografi della Scuola di Yokohama nella seconda metà del secolo XIX, quali Felice Beato e Kusakabe Kinbei, appartenenti alla Collezione Malerba di Milano, una delle più importanti in Italia.

ANTOLOGIA DELLA PITTURA GIAPPONESE, 29 settembre 2016 - 11 marzo 2017
La mostra presenta settantasei pitture giapponesi e una lacca d’alto valore artistico e storico appartenenti al Museo Chiossone di Genova, compiutamente restaurate e studiate negli ultimi 20 anni grazie al sostegno di Japan Foundation, Tōkyō National Research Institute for Cultural Properties (Tōbunken), Kōbe Shinbunsha e Sumitomo Foundation.


APPROFONDIMENTI

食べ物の美 TABEMONO NO BI: bellezza gusto immagine della tavola giapponese
Museo Chiossone, 30 Ottobre 2015 – 11 Settembre 2016
Mostra e catalogo di Donatella Failla, Direttrice del Museo Chiossone.

La cucina giapponese (washoku), con particolare riguardo alla tradizione kaiseki di Kyōto, nel 2014 è stata inserita nella lista UNESCO come patrimonio intangibile dell’Umanità. Le motivazioni di questo riconoscimento evidenziano innanzitutto che la cucina washoku è intimamente legata al rispetto della natura e, di conseguenza, anche all’uso sostenibile delle risorse alimentari e naturali. Tra le più prospere e variegate del mondo, la ristorazione giapponese ha lontane origini nel Medioevo, ma la sua evoluzione in epoca premoderna è legata essenzialmente a tre fenomeni: (1) la forma del pasto chakaiseki in seno alla cerimonia del tè nel tardo secolo XVI, (2) i movimenti d’uomini e merci che durante il periodo Edo si dipanavano lungo le principali vie di comunicazione e (3) lo sviluppo delle grandi città – Kyōto, Ōsaka e specialmente Edo, l’attuale Tōkyō – nelle quali si formò la vivace cultura dei chōnin, i borghesi di città.
Questa mostra e il suo catalogo si propongono d’esplorare i significati culturali e visivi del cibo in Giappone in epoca proto-moderna e moderna, così come sono rappresentati nelle opere d’arte e d’illustrazione: vale a dire, nelle immagini che documentano i mestieri culinari e le produzioni alimentari, che raffigurano i frutti, gli ortaggi e i raccolti, oltre che nel vasellame artistico destinato a contenere, imbandire, offrire e servire i pasti e le bevande.
La mostra comprende circa 150 opere appartenenti alle collezioni del Museo Chiossone, tra cui dipinti, stampe policrome, lacche, porcellane e bronzi, ed è ordinata in sette sezioni:
1. Divinità e natura, uomini e cibo.
2. Ricchezze delle acque.
3. Ricchezze dei campi, dei boschi e dei monti.
4. Case da tè e ristoranti in epoca proto moderna.
5. Suppellettili giapponesi da pasto.
6. Il tè in Giappone: chanoyu e sencha.
7. I forestieri e il Giappone: cibi stranieri e porcellane da esportazione


俳句 HAIKU: pitture astratte di Roberto Demarchi
Museo Chiossone, 10 Marzo 2016 – 10 Luglio 2016
Mostra e catalogo a cura di Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani
Curatrice ospite Donatella Failla, Direttrice del Museo Chiossone.

La mostra Haiku dell’artista torinese contemporaneo Roberto Demarchi, curata dal Direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, si è tenuta con successo presso la nuova sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo dal 14 giugno al 7 luglio 2014. Facendo uso di un linguaggio pittorico astratto, i diciassette dipinti su tavola, tutti montati su pannelli trattati a lacca lucida nera e di uguali dimensioni (70 x 50 cm.), interpretano altrettanti haiku 俳句, poesie di diciassette sillabe composte da autori giapponesi dei secoli XVII-XIX, tra i quali occorre menzionare Itō Shintoku, Matsuo Bashō, Hattori Ransetsu, Mukai Kyorai, Takarai Kikaku.
Un piccolo pannello contenente il testo poetico originale in giapponese e in traduzione italiana, posto accanto a ogni dipinto, ne rivela l’affascinante messaggio. Nelle parole di Antonio Paolucci l’haiku «è un modulo chiuso nella sua autosufficiente perfezione che non ammette ridondanze o sottintesi», una forma lirica caratterizzata da una cifra metrica precisa, consistente di 3 versi di 5-7-5 sillabe, 17 in totale. L’ermetico messaggio degli haiku si fonda sui temi della natura e delle stagioni: un notturno, foglie adagiate sui sassi, scenari marini e rurali, iris e candide peonie.
«La sola traduzione pittorica possibile - afferma Demarchi - è quella che si affida al processo analogico. Analogia, in arte, vuol dire significare la sostanza di una sensazione o di un messaggio con mezzi espressivi diversi, ma spiritualmente e stilisticamente simili, anzi analoghi». «Accettando di misurarsi con la dura, affilata disciplina dell’haiku - scrive Paolucci - Roberto Demarchi ha accettato di testare la sua arte speculativa e contemplativa nella prova più difficile».


EDO TIMELESS: c’era una volta Edo
Museo Chiossone, 15 Settembre 2016 – 17 Marzo 2017
Mostra a cura di Mino Di Vita e Fondo Malerba per la Fotografia, Milano.
Curatrice ospite Donatella Failla, Direttrice del Museo Chiossone.

La mostra s’inserisce nell'ambito della ricerca artistica di Mino Di Vita, concentrata sulle connessioni tra l'uomo e i luoghi ai quali è legato e alle particolari atmosfere che col tempo caratterizzano tali luoghi. Le fotografie esposte hanno come soggetto i rari edifici giapponesi in legno costruiti intorno alla metà dell'Ottocento, sopravvissuti a incendi e terremoti, incastonati e nascosti tra moderne costruzioni. L'indagine, realizzata tra il 2013 e il 2014, è circoscritta all’area urbana di Tokyo e prende in considerazione edifici antichi dei quartieri di Nihonbashi, Kanda, Yushima, Yanaka, Sendagi, Hongo e Togoshi. Questa rivisitazione ripete, in chiave moderna, l'esperienza dei primi fotografi europei e giapponesi dell’Ottocento, che con la loro opera contribuirono a diffondere nel mondo le immagini inedite di un paese ancora sconosciuto. Alle fotografie attuali sono affiancate storiche albumine appartenenti alla Collezione Malerba di Milano, una delle più importanti in Italia, prodotte attorno alla metà del secolo XIX dalla Scuola di Yokohama (Felice Beato, Raimund von Stillfried, Kusakabe Kimbei e altri).


ANTOLOGIA DELLA PITTURA GIAPPONESE
Museo Chiossone, 29 Settembre 2016 – 11 Marzo 2017
Mostra e catalogo di Donatella Failla, Direttrice del Museo Chiossone.

Con questa rassegna di pittura giapponese dei secoli XVI-XIX, il Museo Chiossone riconferma la propria posizione d’eccellenza artistica e scientifica nel campo dell’arte giapponese in Italia e si propone come punto di riferimento nel settore specifico di conoscenza ed esperienza, offrendo al mondo degli studi umanistici e scientifici un rilevante contributo culturale in tema di conservazione e restauro, expertise storico-critico e tecniche di allestimento espositivo della pittura giapponese.
La mostra presenta 76 pitture giapponesi e una lacca d’alto valore artistico e storico appartenenti al Museo Chiossone di Genova, restaurate negli ultimi vent’anni grazie al sostegno di Japan Foundation, Tōkyō National Research Institute for Cultural Properties (Tōbunken), Kōbe Shinbunsha e Sumitomo Foundation. 
Corrispondenti ai principali formati pittorici – paravento (byōbu), rotolo orizzontale (emakimono), rotolo verticale o da appendere (kakejiku) – le opere giapponesi restaurate del Museo Chiossone saranno esposte a rotazione in due turni di due mesi e mezzo ciascuno, ordinate in otto sezioni che documentano lo sviluppo delle più importanti scuole e correnti stilistiche nei secoli XVI-XIX:
I. Suibokuga, la pittura a inchiostro diluito. – II. Scuola Soga. – III. Scuola Kano. – IV. Bunjinga, la pittura dei letterati. – V. Scuole Rinpa di Kyōto e di Edo. – VI. Scuole Maruyama e Maruyama-Shijō. – VII. Pittura Ukiyoe. – VIII. Lacca intarsiata in madreperla iridescente.
data: 
15/04/2016
Ultimo aggiornamento: 15/04/2016
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