Si è riunita questa mattina la commissione consiliare VI – Sviluppo Economico per un’audizione dei sindacati sul tema delle scelte strategiche di Finmeccanica, in particolare riguardo alle attività di Selex Es, e delle ricadute negative di queste scelte sulla presenza a Genova dell’industria delle alte tecnologie. Era presente Giuseppe Spatola, presidente del Municipio Medio Ponente.
Le organizzazioni sindacali, che chiamano in causa per le sue responsabilità l’amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti, denunciano i rischi della cessione di rami d’impresa impegnati sulla produzione civile a favore di quella militare. Questo tipo di trasformazione, essendo presenti proprio a Genova le attività civili di Selex Es, danneggerebbe ulteriormente e in modo grave il tessuto industriale genovese, i livelli occupazionali, il sapere tecnologico della città.
L’assessore allo Sviluppo economico Emanuele Piazza ha sottolineato l’importanza di creare al più presto un “sistema” a cui partecipino tutte le istanze pubbliche e private, perché «Genova da questo punto di vista è un po’ indietro rispetto ad altri territori». La nostra città invece «può diventare un polo d’eccellenza per le alte tecnologie».
«Agire come sistema – prosegue nella sua riflessione l’assessore – è molto importante, perché il Comune è efficace, nella difesa delle aziende e nella promozione dell’economia genovese, solo quando ha competenze amministrative sui processi in atto, cioè potere. In assenza di queste, è importantissimo essere collegati, e in accordo sui grandi temi, con chi ha le competenze, in particolare con la Regione che è l’interlocutore del governo centrale sulla politica industriale». Analogamente, è importante che di questo sistema facciano parte i parlamentari e i ministri liguri.
Tutti i gruppi presenti si sono espressi per un impegno del Consiglio comunale, della giunta e dei singoli consiglieri in tal senso. I commissari e l’assessore hanno concordato di porre in votazione, già martedì prossimo, un ordine del giorno e di agire da subito perché la Regione, che ha già assunto un impegno generico in tal senso, istituisca un tavolo di confronto sul tema, con la partecipazione, oltre a Regione e Comune, delle rappresentanze sindacali e dei parlamentari eletti in Liguria. Un altro impegno è disporre l’audizione della dirigenza di Finmeccanica, e in particolare di Mauro Moretti, per un approfondimento sul piano industriale.
Accogliendo la raccomandazione di Paolo Putti (M5s), la commissione ha auspicato che gli incontri del tavolo, per una maggiore operatività concreta, non avvengano sotto i riflettori dei media.
Hanno contribuito alla discussione Stefano Anzalone e Gianpaolo Malatesta (G.Misto), Giovanni Vassallo (Pc), Andrea Boccaccio (M5s), Matteo Campora e Guido Grillo (Pdl), Claudio Villa (Pd), Alfonso Gioia (Udc), Gian Piero Pastorino (Fds), Leonardo Chessa (Sel), Lucio Padovani (L.Doria). Per tutti è importante non solo affrontare come una “lobby territoriale” la questione di Finmeccanica e di Selex, ma anche riaffermare l’importanza della sesta città del Paese e della regione che esprime dieci parlamentari e due ministri. Genova e la Liguria hanno il diritto di pesare in campo nazionale e di interloquire direttamente con i governi e con manager pubblici nominati dalla politica.