OGGI IN SALA ROSSA – LE COMMISSIONI III – BILANCIO E VI – SVILUPPO ECONOMICO DISCUTONO DI DUE POSSIBILI FUSIONI SOCIETARIE: L’INCORPORAZIONE DI TUNNEL DI GENOVA IN SPIM E QUELLA DI GENOVA PARCHEGGI IN AMT
Con la presidenza di Gian Piero Pastorino, le commissioni III e VI affrontano oggi due argomenti legati al tema del riordino delle società partecipate.Nell’ordine del giorno troviamo al primo punto una proposta della Giunta, che prospetta la “fusione per incorporazione della Tunnel di Genova spa nella Spim spa”. La “Tunnel” fu istituita per realizzare una galleria sotto il porto di Genova per il traffico delle auto, mentre la seconda gestisce il patrimonio immobiliare del Comune.
Illustrata dall’assessore al Bilancio Francesco Miceli, la proposta è uno sviluppo del piano di riordino approvato nel marzo scorso, reso necessario dalla legge di stabilità 2015. Il progetto del tunnel sottomarino prende il via nel 2001, con un contributo di oltre 4 milioni e 300 mila della Cassa Depositi e Prestiti. È stato realizzato un progetto preliminare, con la spesa di 3 milioni e 300 mila euro. Dopo l’uscita dalla società della Cassa e poi dell’Autorità portuale, il Comune ha deciso di acquistare la quota dell’Autorità per il prezzo simbolico di 500 euro, al fine di salvare il progetto e valorizzarlo. L’operazione permette il risparmio dell’Iva sul milione che resta in cassa alla Tunnel e che al momento della liquidazione della società figurerebbe un introito del Comune.
Chiede chiarimenti Guido Grillo (Pdl): «prima che la pratica passi in Consiglio, chiedo una dettagliata relazione in commissione da parte del sindaco». Sulla stessa linea Stefano De Pietro, Andrea Boccaccio e Paolo Putti (M5s), che del resto dubitano dell’importanza della questione. Per Lilli Lauro (Pdl), «bisogna capire quali siano le intenzioni dell’amministrazione rispetto al progetto. Se il tunnel non è un’alternativa alla Sopraelevata, non serve».
Molto critico è invece Mario Baroni (Misto): «va bene eliminare le società inutili, ma dobbiamo dire ai cittadini che cosa vogliamo fare. In realtà si fa l’integrazione perché il progetto è fallito e sono stati buttati via 4 milioni di euro. Il tunnel sotto il porto è un’idea ridicola in questo momento».
Più possibilisti Clizia Nicolella (L.Doria), secondo cui «il modello di mobilità è da ridefinire. Questa struttura non svezzerà la città dalla sopraelevata e non va a favore del trasporto pubblico. Voteremo la delibera per portarla in aula, purché la questione sia inserita in un progetto di mobilità cittadina» e Salvatore Caratozzolo (Misto), che si dice convinto dall’assicurazione di Miceli che «la questione non riguarda affatto lo sviluppo del progetto, che, non potendo essere annullato, diventerebbe di competenza del Comune che è proprietario di Tunnel. L’incorporazione serve a non pagare l’Iva».
Al termine della discussione il presidente Pastorino si impegna alla convocazione di un’ulteriore incontro, con la partecipazione del sindaco, per chiarimenti sulla materia.
Il secondo punto è la proposta, presentata dai consiglieri del Movimento 5 stelle, di “fusione per incorporazione della Genova Parcheggi spa nella Amt Azienda Mobilità e Trasporti spa”, illustrata da Boccaccio: «non ha senso che ci siano società distinte per il trasporto e per la gestione dei posteggi. La proposta va nel senso della razionalizzazione e nel senso del risparmio, con una riduzione dell’impegno finanziario per la remunerazione dei dirigenti. L’azienda, dopo anni di utili esigui, ha avuto nel 2014 una perdita di un milione di euro. I dirigenti costano 640 mila euro ogni anno. L’azienda dà al Comune solo 2 milioni circa su 10 che incassa».
L’assessore Miceli obietta, esprimendo il parere negativo della Giunta, che la fusione non sarebbe opportuna perché è bene che due società, risolvano prima di fondersi i propri problemi interni, per non trovarsi a gravare l’una sull’altra. «Anche Amt del resto ha problemi strutturali. Inoltre il canone versato al Comune da Genova Parcheggi grava sul suo bilancio di quest’ultima, ma per l’ente è invece un guadagno. Bisogna poi considerare che è imminente il bando della Regione per il trasporto pubblico: a quel punto bisognerebbe scorporare quello che si è appena incorporato».
Si dichiarano favorevoli Grillo e Enrico Musso (L. Musso). Quest’ultimo riconosce l’utilità della proposta di mettere insieme le funzioni del trasporto e della gestione dei parcheggi. A suo parere è possibile orientarsi in questo senso nonostante la normativa regionale.
Per Nicolella, fortemente critica sull’operato e sulle potenzialità di Genova Parcheggi, «avrebbe senso che il Comune si facesse carico della progettazione in materia, risparmiando così sul costo del management». La consigliera lamenta inoltre l’assenza dell’assessore alla mobilità.
Claudio Villa (Pd) esorta la Giunta ad affrontare il problema di Genova Parcheggi, che «costa troppo, non dà grandi risultati e non è poi così utile, se si considera che le sue funzioni progettuali erano svolte in precedenza dal Comune. In generale i posteggi costano troppo; bisogna cambiare rotta». Infine Gianpaolo Malatesta (Misto) chiede ulteriori valutazioni sulle possibili sinergie tra le due aziende e sulle economie di scala che si realizzerebbero con la fusione.
Anche in questo caso il presidente aggiorna la commissione a breve, con la presenza dell’assessore Anna Maria Dagnino e con l’intervento degli uffici comunali, a cui saranno richieste relazioni in merito.
data:
16/09/2015
Ultimo aggiornamento: 17/09/2015