OGGI IN SALA ROSSA – SCUOLE DELL’INFANZIA COMUNALI: MENO RICHIESTA, MENO SEZIONI
La commissione consiliare VII – Welfare ha affrontato questa mattina il tema del numero e delle dimensioni delle sezioni di scuola infanzia nel prossimo anno scolastico.L’assessore alle Politiche giovanili Pino Boero ha informato sui provvedimenti presi, in seguito a un lavoro capillare dell’assessorato, per mantenere per quanto possibile la qualità, con la minima riduzione di sezioni e di organico. La riduzione è resa necessaria non tanto da esigenze economiche, quanto, e soprattutto, dalla riduzione della richiesta.
Infatti il calo demografico, con una riduzione dei bambini residenti, di età compresa tra 3 e 6 anni, dell’11%, impone un ridimensionamento del servizio. In ogni caso la scelta è di evitare che una sede abbia meno di 3 sezioni, dimensione critica al di sotto della quale, per motivi di organizzazione e di attrazione del pubblico, la scuola rischia la chiusura.
In generale l’offerta di posti, rispetto al numero dei bambini residenti, è superiore al 100%. Soltanto nel territorio del Municipio Centro Oovest il rapporto è inferiore, con il 94%.
La Valbisagno richiede un’attenzione particolare perché i bambini residenti nei comuni dell’entroterra sono interessati a frequentare le sue scuole. In quel territorio c’è la richiesta di una sezione primavera. Nel Levante c’è il problema della scuola Chighizola, in cui a quanto pare ci sarà un incremento non previsto delle iscrizioni; perciò alcuni bambini dovranno essere iscritti alla scuola di seconda scelta.
Nella discussione sono intervenuti:
Antonio Bruno (Fds), che ha invitato la giunta a violare, se necessario, il patto di stabilità, sull’esempio del Comune di Napoli: «recentemente il sindaco Luigi De Magistris è stato assolto per l’assunzione di 350 maestre, perché il diritto allo studio prevale sul patto di stabilità».
Claudio Villa (Pd), che ha ricordato i problemi delle scuole periferiche: «senza il trasporto, senza facilitazioni sull’orario, le scuole delle alture e dell’estrema periferia sono destinate a chiudere».
Barbara Comparini (L.Doria), che ha invitato ad approfondire l’analisi, per scoprire eventuali cause d’esclusione: «se per esempio si scoprisse che in certi territori ci sono bambini di 3 aa che non frequentano per motivi socio-economici, forse si potrebbe intervenire, anche potenziando il servizio in quei territori». Comparini ha invitato inoltre ad approfittare dell’eventuale abbondanza di personale per tornare a lavorare sul gioco, sull’educazione affettiva, sulla musica, perché «lavorare solo sui prerequisiti alla lettura, alla scrittura e al far di conto è riduttivo: nel lavoro sul gioco sulla musica sui sentimenti si acquisiscono i veri prerequisiti».
Gianpaolo Malatesta (G.Misto), che ha ricordato che «mentre non ci sono più le insegnanti espressive, sull’ora di religione non sono stati fatti tagli». Riflettendo poi sull’attuale tendenza a rendere statali le scuole della fascia 3-6, Malatesta nota che «questo fatto dovrebbe rendere disponibili maggiori risorse per la fascia 0-3».
La presidente Cristina Lodi (Pd), intervenuta come consigliera, ha ricordato infine la rigidità che deriva dalle esigenze di bilancio, che «sulle parti correnti è calato, con questa giunta. da 34 milioni a 28 per il settore educativo. Il mantenimento dell’esperienza (e della qualità) delle scuole comunali è un’operazione complessa. Una scelta di bilancio diversa richiederebbe un minore impegno su altre partite, per esempio sulle partecipate».
Nella replica Boero minimizza il rischio di perdita del diritto alla frequenza per motivi di reddito; «per alcuni iscritti il costo delle mensa è ridottissimo, nell’ordine di 1-1,50 euro». L’assessore mette in guardia dai possibili atteggiamenti antagonistici rispetto alle scuole statali: pur riconoscendo la specificità dell’esperienza genovese, all’avanguardia nel Paese per lunghi anni, «condivido in pieno lo spirito della statalizzazione delle scuole dell’infanzia e in generale della legge 0-6, anche se bisognerà veder come si svilupperà il processo». Il Comune ha effettuato «un’operazione minimale che ci consente di tenere aperte le scuole. Abbiamo anzi assunto, in base alla graduatoria, 28 persone».
data:
29/02/2016
Ultimo aggiornamento: 29/02/2016