OGGI IN SALA ROSSA – SPOSTAMENTO SEDE INPS DI TEGLIA E UTILIZZO EDIFICIO EX ONPI DI QUEZZI
Commissione III Bilancio in Sala Rossa, oggi pomeriggio, con due argomenti in discussione: l’informativa sullo spostamento della sede INPS di Teglia e le prospettive di utilizzo dell’edificio ex ONPI di Quezzi. A presiedere i lavori, Alberto Pandolfo (Pd).
«Inps ha deciso di chiudere la sede di Teglia per un problema di affitto troppo oneroso – ha esordito Iole Murruni, presidente del Municipio Valpolcevera – e, per tutelare le esigenze dei cittadini, specie i più anziani, il Municipio è intervenuto chiedendo a INPS di mantenere il presidio e offrendo locali del Comune in sostituzione degli attuali, che appartengono a un privato. Sono stati individuati due spazi, il primo in via Poli, a Pontedecimo e l’altro in via Borsieri, a Certosa. INPS ha ritenuto via Poli non adatto perché decentrato e con barriere architettoniche, mentre via Borsieri parrebbe essere una sistemazione adeguata. Attualmente siamo in attesa di una risposta definitiva da INPS, al quale abbiamo consegnato le planimetrie». E’ poi intervenuto l’assessore Emanuele Piazza ricordando di aver risposto, settimana scorsa, a un articolo 54 sullo stesso argomento e che l’obiettivo dell’amministrazione è il mantenimento del servizio in Valpolcevera, così come richiesto dai cittadini. In quest’ottica, il Comune supporta il lavoro del Municipio, al riguardo.
Paolo Putti (M5s) e Claudio Villa (Pd) chiedono come potrà essere garantito il servizio nel periodo di transizione tra una sede e l’altra e Putti rileva anche che, per via di numerose servitù a cui è costretta (mobilità e parcheggi, ad esempio) la popolazione della Valpolcevera ha la sensazione di contare poco, rispetto all’amministrazione comunale. Cristina Lodi (Pd) informa che il sindacato dei pensionati ha chiesto un incontro al sindaco ma non ha ottenuto riscontri, e chiede se ci sia stato un confronto con i sindaci dell’alta Valpolcevera sulla scelta del sito: la sede di Teglia non serve infatti un’utenza esclusivamente genovese, ma anche quella dei paesi dell’alta Valpolcevera, appunto. Andrea Boccaccio (M5s) propone gli spazi liberi del mercato ortofrutticolo, soluzione ritenuta oltremodo inidonea da Murruni, in quanto sito difficilmente raggiungibile dalla cittadinanza; in questo senso si cerca di far cambiare sede ai vigili, attualmente collocati al mercato ortofrutticolo. «Il Comune dovrebbe avere un peso maggiore in questo tipo di trattative – lamenta Gian Piero Pastorino (Sel) – questo punto Inps interessa anche altri comuni della Valpolcevera, forse a Pontedecimo sarebbe più raggiungibile. Le barriere architettoniche possono essere eliminate». Purtroppo, come fa notare Murruni, si tratta di un intervento costoso e complesso. Secondo Mauro Muscarà (M5s), via Borsieri non è adatta ad ospitare la nuova sede INPS, perché diventerebbe, di fatto, un doppione di quella di Sampierdarena. Gianni Vassallo (Pd) suggerisce di coinvolgere i patronati delle associazioni di categoria, che formano il comitato provinciale di INPS, per svolgere il ruolo di referenti per i cittadini, ma Lodi  osserva che INPS è un ente di accesso diretto al pubblico e non può essere sostituito dai patronati, che hanno invece un ruolo di facilitatori.
Sull’opportunità di mantenere una sede INPS in Valpocevera, intervengono anche Mario Baroni (Gruppo Misto), Alfonso Gioia (Udc) e Gianpaolo Malatesta (Gruppo Misto), mentre Salvatore Caratozzolo (anche lui del Gruppo Misto), rileva che anche il Comune chiude alcuni servizi periferici. «Non possiamo mettere il becco nella gestione interna degli altri enti, ognuno deve tener conto dei bisogni e dei costi. In ogni caso – conclude - il Municipio si sta muovendo in maniera efficace».
«Proseguiamo, insieme al Municipio, il dialogo con INPS – dice ancora Piazza – intanto, approfondiamo il tema di uno sportello a servizio dei comuni dell’alta Valpocevera».
Esaurita la discussione, si passa all’argomento successivo, che viene illustrato da Guido Grillo (Pdl): «Sull’edificio ex ONPI di Quezzi si è sviluppato un ampio dibattito, che ha coinvolto l’intero quartiere. A marzo 2015 ho posto in risalto le proposte di utilizzo di quest’area (oggetto di una delibera già approvata) che appartiene parzialmente ad Arte. Nulla è stato fatto. Quali sono le intenzione di Comune e Arte rispetto a questi spazi? Quali provvedimenti sono stati adottai dal marzo di quest’anno?».
La risposta arriva dall’assessore Emanuele Piazza, che ripercorre l’iter della pratica: «L’immobile ex ONPI appartiene per 2/3 al Comune e per 1/3 ad Arte. Il Comune ha stipulato un accordo di permuta con  Arte, in base al quale avrebbe ceduto i suoi 2/3 di proprietà, in cambio delle scuole Eolo e Montale di via Fea e di locali sul lungomare di Pegli. 
La permuta era però condizionata ai finanziamenti regionali che Arte avrebbe dovuto ricevere, e che le avrebbero permesso di ristrutturare l’immobile per adibirlo a residenze. Questi finanziamenti non si sono  ancora resi disponibili (nel frattempo è anche cambiata la Giunta regionale) e Arte, da noi sollecitata, non ci ha ancora dato un riscontro sulla sua disponibilità a mettere in pratica l’accordo».
Intervengono Claudio Villa (Pd), sostenendo che nel 2013 si erano  dette le stesse cose al riguardo, Antonio Bruno (Fds) che chiede informazioni sui locali a Pegli e Mario Baroni (Gruppo Misto) per sapere su che base avvengano le permute. In conclusione, Piazza assicura che provvederà ad un ulteriore sollecito nei confronti di Arte e che, se entro fine anno la situazione non si sbloccherà, si abbandonerà il percorso già fatto e si cercheranno nuove soluzioni.
data: 
23/11/2015
Ultimo aggiornamento: 24/11/2015
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