OGGI IN SALA ROSSA: GENOVA PARCHEGGI – LAVORATORI E AZIENDA CONTRO LA FUSIONE CON AMT
Si sono riunite questa mattina le commissioni III – Bilancio, IV – Promozione della Città e VI – Sviluppo Economico per approfondire il tema della società Genova Parcheggi e dei suoi possibili assetti societari. La discussione si riferisce alla delibera, proposta dai consiglieri M5s, che prevede l’incorporazione dell’azienda in Amt e sarà discussa in Consiglio martedi prossimo.
Sono presenti in aula rappresentanti dell’azienda e del sindacato; nello spazio riservato al pubblico c’è una nutrita presenza di lavoratori.
Per conto della partecipata riferisce all’aula l’amministratore delegato Claudio Gavazzi: «Genova Parcheggi è in regime di “house providing”, è cioè direttamente controllata dalla civica amministrazione. La sua produzione è calata negli anni a causa della crisi e per alcune variazioni nella disponibilità di posteggi; nel 2014 l’andamento era positivo, con una tendenza alla risalita, ma l’alluvione, con la conseguente ordinanza che consentiva il posteggio gratuito, ha provocato un netto calo. In generale i dati economici sono positivi, mentre il costo del personale è in aumento non per questioni legate alla gestione, ma per i maggiori oneri derivanti dai due rinnovi del contratto nazionale di questi anni. L’investimento iniziale del Comune per l’istituzione di Genova Parcheggi è stato completamente restituito. Gli utili diretti e indiretti che l’amministrazione ne ha ricavato ammontano a 109 milioni di euro. Il canone versato al Comune è nettamente superiore a quello versato dalla corrispondente azienda di Milano, che peraltro gestisce solo i parcheggi, mentre l’azienda genovese rende servizi molto più articolati. Il maggior ricavo, nella sosta, è dato dalle isole azzurre, sosta a rotazione non riservata ai residenti, pur essendoci in queste molti meno posti auto rispetto alla zona blu. Con maggiori controlli il ricavo potrebbe essere superiore, ma questo richiederebbe l’impiego di più personale. Sul piano della lotta all’evasione i risultati di Genova sono eccezionali, di gran lunga migliori di quelli delle altre città».
La posizione dei sindacati è illustrata da Andrea Gamba della Filt Cgil Genova: «i lavoratori, che sono presenti oggi qui, in assemblea. Le organizzazioni sindacali non sono d’accordo sulla fusione. Il personale ha contribuito grandemente, negli anni, allo sviluppo dell’azienda, esprimendo una grande professionalità che permette i risultati economici descritti. Sono d’ostacolo allo sviluppo le politiche incerte del Comune. I lavoratori temono il passaggio ad Amt, azienda che rischia di andare a gambe all’aria, senza chiarezza sul quadro contrattuale in cui si verranno a trovare. Come sindacato siamo da tempo favorevoli alle fusioni tra le aziende di trasporto, purché si tenga conto del quadro normativo e ci sia un preciso progetto di sviluppo. Qui invece non c’è progetto né su Amt né su Genova Parcheggi, azienda che, nata per essere al servizio del sistema dei trasporti, è stata invece usata, negli anni, perché il comune facesse cassa. In caso di fusione si rischia una migrazione dei dipendenti in Amt e, tra qualche anno, un’ulteriore migrazione alla nuova società che si creerà.  C’è poi il pericolo che la fusione sia funzionale soltanto a rendere Amt più appetibile per un privato che fosse interessato all’acquisto. Noi siamo per lo sviluppo non solo di Genova Parcheggi ma anche delle altre partecipate, uno sviluppo basato su accordi con i lavoratori e non su atteggiamenti punitivi nei loro confronti: non dimentichiamo che oggi i lavoratori sono sotto attacco, nella prospettiva di diminuzioni di salario. Il bacino unico regionale toglie al Comune la competenza sul bacino genovese e perciò riduce la sua capacità di intervenire per la salvezza di Amt; il Comune d’altra parte non ha una politica sui parcheggi. In queste condizioni la fusione è assurda. Genova Parcheggi è nata per favorire il trasporto pubblico, ma il servizio dei bus è diminuito nel ventennio della sua attività. Siamo contrari alla proposta di M5s, ma crediamo che si possa cogliere l’occasione per un discorso serio e articolato sul sistema dei trasporti e dei posteggi genovesi. I posteggi di interscambio sono inadeguati e mal collocati, come per esempio quello di Marassi davanti al carcere».
Inoltre, «la delibera sulle partecipate è devastante, perché impedisce nuove assunzioni. La scarsa redditività degli stalli deriva dal fatto che i lavoratori in organico riescono a coprire, con la loro vigilanza, solo metà dell’orario di servizio dei posteggi a pagamento. Senza nuove assunzioni la redditività non aumenta e il Comune è assente dai tavoli di contrattazione».
Camillo Costanzo, segretario generale regionale della Filt Cgil, ribadisce la contrarietà sindacale alla fusione con una società, Amt, che presto potrebbe essere in liquidazione, perché «il contratto di Amt scade alla fine di quest’anno e sarà forse rinnovato per due soli anni. In assenza di finanziamenti Amt non potrà reggere. È urgente e fondamentale che questa giunta formuli i piani industriali di tutte le partecipate, definendone la strategia». Si associa a questa richiesta Giuseppe Gulli, segretario di Ultrasporti: che denuncia la mancanza di volontà politica della giunta. Sui dirigenti, che, «come si dice in modo anche un po’ demagogico, “non funzionano”, bisogna vedere a quale mandato rispondono. Il mandato lo ricevono dall’amministrazione comunale».
Sono molti gli interventi dei consiglieri, che chiedono chiarimenti alla dirigenza e ai rappresentanti sindacali. Andrea Boccaccio (M5s), illustrando sommariamente la proposta, sottolinea il risparmio che, in caso di fusione, deriverebbe dalla riduzione dei dirigenti.
Articolati gli interventi di Simone Farello: «sollecito nuovamente la giunta a riorganizzare le partecipate con l’istituzione di una holding che le coordini all’interno di un progetto coerente. I lavoratori hanno ragione ad avere paura di una fusione con una società in difficoltà e tanto più grande». Per non dire dell’incertezza che deriva dalla gara per il bacino unico regionale: «la Regione Toscana ha bandito una gara per il trasporto pubblico locale sull’intero territorio regionale. Ha vinto il privato, non il consorzio pubblico». E sui costi: «un’azienda si giudica non sulla base dei suoi costi, ma dei risultati. Il problema da porsi è come finanziare lo sviluppo delle aziende, come metterle in condizione di produrre più valore. Il problema del costo dei lavoratori si pone quando un’azienda pubblica va in perdita, ma non quando va anche solo in pareggio, come è suo compito».
Clizia Nicolella (LD) giudica irrilevante il guadagno di un dirigente che lavori bene e si dice contraria alla fusione proposta, ma disponibile a una discussione complessiva sul sistema dei trasporti, anche in sede nazionale e con il supporto di Anci, perché non è tollerabile che i comuni non abbiano le risorse per perseguire miglioramenti nel trasporto pubblico, argomento privilegiato nei programmi delle varie maggioranze comunali.
Enrico Musso (Lista Musso) lamenta, in accordo con Boccaccio (M5s) la scarsa redditività degli stalli delle isole azzurre. A suo parere i ricavi dell’azienda dovrebbero aumentare. Concorda con Gamba sull’assenza di una politica complessiva del trasporto pubblico.
Avvicinandosi la conclusione, Mario Orlando, presidente da pochi mesi di Genova Parcheggi, si dice d’accordo con Clizia Nicolella (LD): «la questione centrale non è quanto guadagnano i dirigenti, ma quanto rendono all’azienda». Sulla fusione, sulla base della sua lunga esperienza, che comprende la gestione di decine di accorpamenti tra aziende, rileva che «prima di una fusione è necessario domandarsi quale sia il vantaggio per le due aziende. In questa sede non ho sentito nessun argomento che giustifichi una tale operazione. Si può ridurre la spesa per i dirigenti anche senza incorporazioni. La mia impressione è perciò che la finalità di questa operazione non sia il buon funzionamento dell’azienda. Evidentemente ci sono altre finalità». È d’accordo con Orlando, sulla questione delle finalità degli accorpamenti, Costanzo, che sottolinea l’identità di vedute, su questo aspetto, tra lavoratori, dirigenza e Comune. L’accorpamento sarebbe anzi dannoso, perché per l’Amt  «comporterebbe in tempi brevi la cessione della gestione dei parcheggi, attività appena acquisita, per poter partecipare alla gara che sarà prossimamente indetta».
Interviene poi per un chiarimento Paolo Putti (M5s): «per noi è necessaria una gestione strategica complessiva della mobilità, dei posteggi e del trasporto pubblico. Questa è, a parte il risparmio sui compensi dei dirigenti, la vera finalità dell’operazione».

In  conclusione il presidente Lucio Valerio Padovani, considerando sufficientemente approfondito l’argomento, ai fini della discussione in aula, si impegna a concordare un calendario di incontri per ulteriori approfondimenti sul sistema delle partecipate.

data: 
15/10/2015
Ultimo aggiornamento: 15/10/2015
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