La riunione di oggi della commissione VI – Sviluppo Economico ha per tema l’audizione dei sindacati sulle relazioni sindacali nell’azienda Iren, sulle scelte aziendali e sulle ripercussioni che avranno sulla qualità del servizio e sui livelli occupazionali della città. In apertura il presidente Lucio Padovani (Lista Doria) comunica che non sono presenti in aula rappresentanti dell’azienda, la quale non ha accettato un preavviso di pochi giorni per l’incontro. Un nuovo incontro è stato concordato per il 14 marzo.
Nei loro vari interventi, i rappresentanti sindacali denunciano ai consiglieri presenti e all’assessore all’Ambiente Italo Porcile, presente in aula, molti problemi nell’attuale gestione Iren, potenzialmente dannosi per gli utenti genovesi e per la città di Genova.
In primo luogo l’interruzione delle relazioni sindacali: l’azienda rifiuta ogni rapporto con i sindacati, a parte gli incontri espressamente previsti dal Codice civile. Anche l’assenza di oggi è ascrivibile alla volontà di rifiutare ogni incontro con il sindacato. Non si può attendere il 14 marzo per avviare una ricomposizione delle relazioni sindacali, perché nel frattempo l’azienda procede per la propria strada e porta avanti la propria riorganizzazione, che è contraria all’interesse della città
È necessario, secondo le organizzazioni sindacali, un maggiore impegno della giunta e del sindaco Marco Doria. Anche con una quota di proprietà ridotta al 18 per cento, il Comune di Genova può giocare il proprio ruolo, che è politico e di indirizzo. Il sindaco nomina consiglieri di amministrazione, del cui operato ha il dovere di chiedere conto.
Iren, nell’ultimo anno, ha ceduto rami d’azienda, andando contro le indicazioni della Commissione dei saggi, secondo la quale togliere dal territorio le aziende di primo livello ne avrebbe danneggiato l’operatività.
Non è vero, come si è detto, che i lavoratori Iren siano in agitazione per l’orario. Tra i motivi c’è invece la difesa dei diritti dei lavoratori più giovani, perché, con una piccola e ingiustificata manovra sull’orario, l’azienda ha tolto ai lavoratori assunti dopo il 2001 il diritto a tre giorni di ferie nell’anno.
Preoccupa i lavoratori che a Genova non ci sia più il controllo di niente, che tutto si sposti altrove. Perfino le manutenzioni, settore cruciale per la gestione del servizio, fanno ora capo a un’altra sede. L’organico, d’altra parte, è sempre più carente. Una settantina di lavoratori ha accettato il pensionamento anticipato (isopensione), ma uno solo è stato sostituito, mentre Iren si era impegnata all’assunzione del 60% dei nuovi pensionati.
Tutto questo ha conseguenze sul servizio e sulla sicurezza; basti pensare che, per ridurre il personale di 2 unità, è stata soppressa la squadra di pronto intervento notturno.
Dagli interventi dei commissari emerge un pressante invito della commissione all’assessore, alla giunta e al sindaco perché esercitino con decisione il proprio ruolo politico nei confronti dell’azienda, in primo luogo esigendo l’immediato ripristino delle corrette relazioni sindacali. L’invito è accolto in conclusione dall’assessore.
Sono intervenuti i consiglieri: Barbara Comparini e Lucio Padovani (L.Doria), Guido Grillo (Pdl), Cristina Lodi (Pd), Giovanni Vassallo (Percorso Comune), Paolo Putti e Andrea Boccaccio (M5s), Alessio Piana (Ln), Gian Piero Pastorino (Fds), Enrico Musso (L.Musso), Gianpaolo Malatesta (G.Misto).