OGGI IN SALA ROSSA – ILLUSTRATO IL PROGETTO BLUE PRINT
Si è parlato del progetto Blue Print, oggi in Sala Rossa, con le commissioni IV Promozione della città e V Territorio riunite in seduta congiunta e presiedute da Leonardo Chessa (Sel) e Monica Russo (Pd).
Dopo l’illustrazione del progetto, da parte dell’ architetto Stefano Russo, dello studio di Renzo Piano, il sindaco Marco Doria ha esposto il punto di vista dell’amministrazione:  «Governiamo le inevitabili trasformazioni della città riqualificando, al contempo, gli spazi urbani – ha esordito - Come amministrazione comunale siamo partiti prima incalzati dalle difficoltà di Fiera e dall’incertezza totale della prospettiva del quartiere fieristico che (ci è stato detto chiaramente dalla fine del 2012) senza un cambiamento radicale non aveva nessuna prospettiva, nè l'avrebbe avuta Fiera. Il  quartiere sommava alle difficoltà di tutte le Fiere italiane, la condizione di poggiare su un unico evento, il Salone Nautico, che peraltro era un prodotto in difficoltà, uno strumento ormai datato in un mercato nautico in crisi. Un asset superato, dunque. Da azionisti, abbiamo chiesto agli amministratori di Fiera di indicarci le aree di cui avevano bisogno. La risposta è stata molto chiara: il Nouvel e il padiglione B. Le aree non più utili erano il padiglione C, il Palasport e le palazzine: aree morte anche durante il Salone, un vuoto urbano. Il Comune ha rinegoziato i rapporti con Fiera, assegnandole le aree necessarie e riprendendosi la possibilità d'uso della restante parte di aree di cui era già proprietario. È stata necessaria una delibera per cambiare la destinazione d'uso non più fieristica. Ci siamo tenuti fedeli a tre criteri: recuperare le aree alla città; consentire un collegamento tra Foce e Porto antico, una via pubblica, snodo di un percorso urbano; un uso misto e non univoca di quelle aree.  Successivamente si è aperta l’interlocuzione con Renzo Piano, al quale la Regione ha conferito un incarico di progettazione del water front all'interno di un rapporto preesistente. Abbiamo aderito all'idea di alleggerire le volumetrie ma la superficie agibile doveva rimanere, quindi Piano ha individuato allora una combinazione tra demolizioni e ricostruzioni. Le riparazioni navali sono una risorsa importantissima per la città e devono consolidarsi nella loro zona. Non esistono altri spazi dove questa industria possa reggere; dovevamo allora creare condizioni per dare maggiori spazi a queste aziende. In questo contesto – ha concluso Doria – si prevede il riempimento del porticciolo Duca degli Abruzzi, che è incastrato in un’area industriale. Occorre quindi governare un trasferimento di posti barca ad altri spazi di qualità, prospicienti al quartiere fieristico. Un secondo intervento è venuto da settori del mondo dello sport, i quali hanno sostenuto che il Palasport serve allo sport. Nell'ipotesi iniziale di Piano questo non c'era, ma il suo disegno è stato adattato senza alterare la filosofia complessiva. Oggi vogliamo e dobbiamo realizzare il Blue Print, ma il tema della
fattibilità si regge su una condizione essenziale: non abbiamo finanziamenti a fondo perduto, dobbiamo attirare l'interesse di investitori privati. Le singoli realizzazioni non saranno progettate necessariamente dallo studio Piano, che però si è riservato il diritto di partecipare al percorso per verificare la coerenza e la qualità architettonica dei singoli progetti. Il tema della fattibilità è essenziale: per questo ci stiamo muovendo, con la necessaria prudenza, per suscitare interessi concreti rispetto a questo progetto. Cerchiamo investitori disposti a partecipare davvero a questa grande trasformazione della nostra città».
Il successivo dibattito si è aperto con la richiesta di audizione delle associazioni sul territorio da parte di Guido Grillo (Pdl), che ha anche chiesto informazioni sul tunnel sub portuale.  Antonio Bruno (Fds) ha sollecitato un approfondimento sulla possibilità di diminuire l’impatto sulla zona del centro storico, già colpita dai fumi delle navi, mentre  Andrea Boccaccio (M5s) ha eccepito che, per l’affidamento del progetto, sarebbe stato necessario indire un concorso internazionale di idee e ha anche chiesto come sia possibile che Fiera sia in dissesto, visto che quindici mesi fa ha ricevuto 42 mila euro dal Comune. Il progetto di apertura della città al mare, ha osservato Alberto Pandolfo (Pd), viene incontro alla razionalizzazione di spazi vuoti da troppo tempo. Idea condivisa anche da Enrico Musso (Lista Musso), che si è dichiarato d’accordo anche con l’ipotesi del concorso di idee. Clizia Nicolella (Lista Doria) ha invece espresso la necessità di effettuare rilevazioni di impatto ambientale dell’attività delle Riparazioni navali sul territorio circostante del centro storico. Stefano De Pietro (M5s) ha chiesto cosa ne pensi la Sovrintendenza del taglio del molo vecchio. Claudio Villa (Pd) ha invece invitato ad un  coinvolgimento diretto del Consiglio comunale rispetto alle fasi di attuazione del progetto. Simone Farello (Pd) ha detto che, per la riqualificazione di queste aree ritiene  indispensabile una pianificazione congiunta dei soggetti interessati. Gianni Vassallo (Pd) ha ravvisato la necessità di trasformare l’idea del Blue Print in comportamenti amministrativi, costruendo un crono programma di ciò che bisogna fare. Mauro Muscarà (M5s) ha ricordato che il Palasport rappresenta un pezzo di storico della città. Deve quindi essere utilizzato per lo sport, come ha chiesto il presidente nazionale del CONI. Con opportune modifiche, ha precisato, potrebbe essere uno dei più funzionali in Italia. Apprezzamento per il Blue Print, da parte di Barbara Comparini (Lista Doria).
Dopo un breve intervento del sindaco Marco Doria, volto ad alcune precisazioni, ha preso la parola l’architetto Stefano Russo, sottolineando che il Blue Print non è un progetto, ma  uno studio di fattibilità, donato da Renzo Piano alla città. Per il progetto dovranno essere banditi concorsi rivolti ai giovani. Su questo punto Piano è stato chiaro: lasciare un’opera alla città, facendo lavorare i giovani. «Rispetto ai tempi dell’Affresco di Piano, Genova è profondamente cambiata, la città è senza dubbio difficile ed alcune decisioni prese in passato hanno lasciato problemi da risolvere – ha detto ancora Russo – E’ stato effettuato uno studio sulla mobilità e sono state previste due possibilità: con o senza tunnel sub portuale, ma ciò non ha nulla a che vedere con Blue Print. Sulle zone sensibili del progetto (tipo l’edificio storico dello Yacht Club) è stata sentita la Sovrintendenza. Infine, il Palasport mantiene la sua funzione. La darsena coperta non interferisce con la struttura attuale del Palasport. Semplicemente, si è messa a reddito una zona che attualmente non ne produce, e che ora avrebbe due funzioni».
data: 
16/11/2015
Ultimo aggiornamento: 16/11/2015
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