OGGI IN SALA ROSSA – SECONDO INCONTRO SULL’ACQUA DI FEGINO
Le commissioni consiliari V – Territorio e VI – Sviluppo Economico, affrontano per la seconda volta il tema della mancanza d’acqua nella zona della Val Polcevera già servita da acquedotti consortili. L’ordine del giorno prevede l’audizione di alcune delle parti interessate. La presidente Monica Russo comunica che Rfi non è presente per impegni inderogabili.Sono presenti invece Paolo Giampaolo, in rappresentanza dell’Ambito Territoriale Ottimale Centro Est della Città Metropolitana, Iole Murruni, presidente del Municipio Val Polcevera, Anna Morielli dell’Avvocatura del Comune, Gianluigi Cotugno, tecnico di Mediterranea delle Acque, Laura di Luca, abitante e geometra del consorzio di Burlo, e Pier Giorgio Pizzorni, abitante e rappresentante legale del consorzio della Costa.
In apertura dei lavori, Morielli precisa, sul tema della responsabilità del sindaco, sollevato nel precedente incontro da più consiglieri, che la dichiarazione dello stato d’emergenza compete alla Asl e che, in assenza di un suo accertamento, non ci sono i presupposti per un intervento del il primo cittadino.
Murruni riassume il ruolo del Municipio: «quando abbiamo ricevuto le segnalazioni, abbiamo informato il Comune e indetto una riunione con i soggetti interessati. Per la sospensione estiva la riunione si è tenuta il 2 settembre. In quella sede è emersa la possibilità per i cittadini di allacciarsi all’acquedotto che Mediterranea delle Acque, in previsione, aveva già approntato. A quel punto è sorto il problema dei costi dell’allacciamento e dell’acqua». Cotugno conferma che l’impianto è pronto, a parte l’installazione di una pompa per servire le case più alte. Sul committente dei lavori, afferma: «abbiamo fatto gli idraulici per Italfer, che ci ha dato l’incarico cinque anni fa».
Il parere prevalente nell’aula è che le Ferrovie, commissionando i lavori, non solo abbiano ammesso di fatto la propria responsabilità, ma anche di avere la certezza, all’epoca, di danneggiare l’acquedotto.
In generale gli interventi dei consiglieri sono fortemente critici. In vario modo quasi tutti rimproverano la Giunta e il sindaco di non essere intervenuti, né portando l’acqua ai cittadini, né sollecitando la Asl, a cui compete la dichiarazione dello stato di emergenza, né assumendo un ruolo di mediazione e di pressione rispetto alle ferrovie.
Sono intervenuti in questo senso Stefano De Pietro, Mauro Muscarà e Paolo Putti (M5S), Antonio Bruno (Fds), Gian Piero Pastorino (Sel), Alfonso Gioia (Udc), Stefano Anzalone e Salvatore Caratozzolo (Gruppo Misto), Lilli Lauro (Pdl).
Per le parti danneggiate, Di Luca ricorda che non si era mai parlato di pagamento per l’uso dell’acquedotto alternativo e che l’impianto esistente è studiato per restituire all’ambiente, con il sistema del troppo pieno, parte dell’acqua. Collegandolo alla rete pubblica, i cittadini pagherebbero anche l’acqua dispersa. Pizzorni, in conclusione, esprime amarezza: «consiglieremo ai nostri assistiti di rivolgersi al giudice ordinario per la tutela dei propri diritti; è desolante constatare che la politica rinuncia al proprio ruolo».
Di tutto questo, si parlerà domani in consiglio comunale, come ha assicurato l’assessore Italo Porcile.
data:
28/09/2015
Ultimo aggiornamento: 28/09/2015