Presentazione libro "Vivere d'immagini"
a cura dell'Ufficio Stampa del Comune di Genova
Giovedì 19 maggio alle ore 17, al museo di palazzo Rosso in Strada Nuova, verrà presentato il volume “Vivere d’immagini - Fotografi e fotografia a Genova 1839-1926”, curato da Elisabetta Papone e Sergio Rebora.

Alla presentazione interverranno il sindaco Marco Doria, l’assessore alla Cultura Carla Sibilla e la docente del Politecnico di Milano Aurora Scotti.

Un articolato saggio di Elisabetta Papone identifica e mette a fuoco alcuni momenti salienti della storia della fotografia a Genova, affiancato ad un repertorio -  realizzato da Sergio Rebora – che comprende  oltre 600 nominativi di fotografi e venditori di fotografie, apparecchiature e materiali fotografici attivi, censiti grazie ad una ricerca filologica condotta quasi interamente su fonti di prima mano, a cominciare dalle interessanti e vivaci testimonianze fornite dalla stampa dell'epoca e dai preziosi documenti conservati presso gli archivi dello Stato Civile e della Camera di Commercio.
Accompagna il volume un ricco corredo di immagini, scelte tra i materiali appartenenti
Alle principali istituzioni culturali genovesi e tra quelli messi generosamente a disposizione da raccolte private, in prevalenza inedite.
A Genova il cammino della storia della fotografia comincia già nel  1839, pochi mesi dopo l’invenzione del nuovo procedimento fotografico da parte di  Louis-Mandé Daguerre e la pubblicazione del prima edizione italiana del manuale descrittivo del nuovo procedimento fotografico.
La città diventa così meta di dagherrotipisti itineranti, inizialmente  francesi e svizzeri, e - dopo il 1860-  sede di sempre più numerosi stabilimenti fotografici al servizio di una clientela in progressivo aumento: ritratti, immagini di sculture e dipinti (a cominciare dai monumenti destinati al Cimitero di Staglieno), ma  anche straordinarie riproduzioni artistiche e paesaggistiche della città e delle Riviere stimolano la produzione seriale di vedute, che trovano nelle fotografie di Alfred Noack, di origine tedesca, il loro apice qualitativo.
Il cammino della fotografia continua con successo tra tra Otto e Novecento, sullo sfondo di una Genova rinvigorita dallo stimolo dei commerci e delle imprese e rinnovata dall'impronta dell'architettura modernista, dove si moltiplicano i negozi di apparecchiature e materiali fotografici,; negli anni tra le due guerre, con il definitivo tramonto degli atelier fotografici tradizionali di impronta ottocentesca, si affermeranno nuove modalità operative e formali, in sintonia con le mutate esigenze della società
data: 
16/05/2016
Ultimo aggiornamento: 16/05/2016
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