Nota Presidente Municipio: Rems di Prà o fabbrica dell'Emmenthal?
E’ la seconda settimana consecutiva che siamo costretti a leggere sul giornale, l’ultimo articolo del Secolo è del 20/03 u.s. delle continue fughe dal centro per i detenuti psichiatrici voluto dalla Regione Liguria sulle alture di Prà.
Un paziente di 21 anni è riuscito a scavalcare la recinzione, i Carabinieri dichiarano “non è pericoloso, continua la caccia”.

Come volevasi dimostrare, le perplessità che il Municipio a suo tempo aveva manifestato circa la collocazione temporanea della Rems in quel sito, si stanno dimostrando perfettamente fondate.
La contrarietà del Municipio non era di carattere ideologico afferente il concetto stesso di residenze Rems, ma piuttosto sull’improbabilità della scelta di collocare sul cucuzzolo di una collina con strade impervie di difficile agibilità una struttura che già ospitava pazienti psichiatrici costretti, per altro, ad essere trasferiti altrove con tutti i traumi ed i disagi che hanno dovuto subire.
Se a ciò si aggiunge la preoccupazione, del tutto legittima che pervade i cittadini residenti a causa delle continue fughe degli ospiti psichiatrici,la situazione si complica ulteriormente, perché di questo si tratta, di soggetti con gravi problemi psichiatrici che hanno commesso dei reati e che, prima di finire nella Rems di Prà, erano custoditi in strutture restrittive, magari vecchie, obsolete e che una nuova legge dello stato ha inteso superare, ma pur sempre di pazienti psichiatrici si tratta e non già di villeggianti, ospiti di un albergo con vista mare dove l’accesso pare libero, come fosse una porta girevole, con vie di fuga altrettanto facili, almeno stando a quanto si apprende dalla stampa locale.
Questa volta si è trattato di un paziente di 21 anni che i Carabinieri “dichiarano che non è pericoloso”, magari non è davvero pericoloso e del tutto innocuo, ma se è detenuto in una Rems piuttosto che in un albergo o in un ostello della gioventù, vorrà pur dire qualcosa?
Tutte le garanzie fornite circa la sicurezza della struttura e l’incremento delle misure di controllo si stanno dimostrando fallaci e le recinzioni con “reti da pollaio”, stanno davvero mettendo in luce preoccupanti falle nei sistemi che dovrebbero interdire la fuga dei pazienti dalla Rems.
A quando la prossima fuga, magari di un soggetto non proprio innocuo o egualmente non pericoloso come i precedenti?
Senza voler assolutamente alimentare inutile allarmismo, raccogliendo però le innumerevoli segnalazioni dei cittadini residenti, si ribadisce che a fronte di un non certamente auspicabile ulteriore “incidente di percorso”, che possa causare nocumento a persone, ognuno dovrà finalmente assumersi pienamente la responsabilità di una scelta che si sta rivelando infelice e soprattutto si sta rivelando molto poco efficace la gestione della struttura da parte dei soggetti che ne hanno la responsabilità.
Non è solo un opinione dei cittadini che ormai si sta largamente diffondendo, ma la statistica che parla di due fughe in due settimane non depone certamente a favore dell’attenzione e delle garanzie di sicurezza che all’atto dell’apertura erano state affermate con grande enfasi.
E’ necessario, a questo punto, provvedere ad assumere misure più drastiche e concrete circa la vigilanza ed il controllo dei pazienti nonché un più accurato controllo e presidio del territorio circostante, affinchè non si debba più leggere sul giornale “continua la caccia al fuggitivo”, ma piuttosto che si sono intensificate le attività di rieducazione, di riabilitazione e reinserimento dei pazienti guariti e che hanno scontato la pena comminata dal giudice ed, al contempo, che siano innalzati i livelli e le misure di sicurezza necessari al contenimento degli ospiti, ciò a garanzia della serenità e della tranquillità di vita dei cittadini residenti nelle zone limitrofe, a Prà e in tutto il Ponente.
Il Presidente
Municipio Ponente
Mauro Avvenente
(originale firmato)
Un paziente di 21 anni è riuscito a scavalcare la recinzione, i Carabinieri dichiarano “non è pericoloso, continua la caccia”.

Come volevasi dimostrare, le perplessità che il Municipio a suo tempo aveva manifestato circa la collocazione temporanea della Rems in quel sito, si stanno dimostrando perfettamente fondate.
La contrarietà del Municipio non era di carattere ideologico afferente il concetto stesso di residenze Rems, ma piuttosto sull’improbabilità della scelta di collocare sul cucuzzolo di una collina con strade impervie di difficile agibilità una struttura che già ospitava pazienti psichiatrici costretti, per altro, ad essere trasferiti altrove con tutti i traumi ed i disagi che hanno dovuto subire.
Se a ciò si aggiunge la preoccupazione, del tutto legittima che pervade i cittadini residenti a causa delle continue fughe degli ospiti psichiatrici,la situazione si complica ulteriormente, perché di questo si tratta, di soggetti con gravi problemi psichiatrici che hanno commesso dei reati e che, prima di finire nella Rems di Prà, erano custoditi in strutture restrittive, magari vecchie, obsolete e che una nuova legge dello stato ha inteso superare, ma pur sempre di pazienti psichiatrici si tratta e non già di villeggianti, ospiti di un albergo con vista mare dove l’accesso pare libero, come fosse una porta girevole, con vie di fuga altrettanto facili, almeno stando a quanto si apprende dalla stampa locale.
Questa volta si è trattato di un paziente di 21 anni che i Carabinieri “dichiarano che non è pericoloso”, magari non è davvero pericoloso e del tutto innocuo, ma se è detenuto in una Rems piuttosto che in un albergo o in un ostello della gioventù, vorrà pur dire qualcosa?
Tutte le garanzie fornite circa la sicurezza della struttura e l’incremento delle misure di controllo si stanno dimostrando fallaci e le recinzioni con “reti da pollaio”, stanno davvero mettendo in luce preoccupanti falle nei sistemi che dovrebbero interdire la fuga dei pazienti dalla Rems.
A quando la prossima fuga, magari di un soggetto non proprio innocuo o egualmente non pericoloso come i precedenti?
Senza voler assolutamente alimentare inutile allarmismo, raccogliendo però le innumerevoli segnalazioni dei cittadini residenti, si ribadisce che a fronte di un non certamente auspicabile ulteriore “incidente di percorso”, che possa causare nocumento a persone, ognuno dovrà finalmente assumersi pienamente la responsabilità di una scelta che si sta rivelando infelice e soprattutto si sta rivelando molto poco efficace la gestione della struttura da parte dei soggetti che ne hanno la responsabilità.
Non è solo un opinione dei cittadini che ormai si sta largamente diffondendo, ma la statistica che parla di due fughe in due settimane non depone certamente a favore dell’attenzione e delle garanzie di sicurezza che all’atto dell’apertura erano state affermate con grande enfasi.
E’ necessario, a questo punto, provvedere ad assumere misure più drastiche e concrete circa la vigilanza ed il controllo dei pazienti nonché un più accurato controllo e presidio del territorio circostante, affinchè non si debba più leggere sul giornale “continua la caccia al fuggitivo”, ma piuttosto che si sono intensificate le attività di rieducazione, di riabilitazione e reinserimento dei pazienti guariti e che hanno scontato la pena comminata dal giudice ed, al contempo, che siano innalzati i livelli e le misure di sicurezza necessari al contenimento degli ospiti, ciò a garanzia della serenità e della tranquillità di vita dei cittadini residenti nelle zone limitrofe, a Prà e in tutto il Ponente.
Il Presidente
Municipio Ponente
Mauro Avvenente
(originale firmato)
Ultimo aggiornamento: 23/03/2017